Descrizione
PIANO D’ISTITUTO PER L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE
(da integrare nel PTOF dell’Istituzione scolastica)
Delibera del Collegio dei docenti e del Consiglio di Istituto del 19/12/2025
1. Premessa e inquadramento strategico
L’anno scolastico 2025/2026 segna l’ingresso della scuola italiana in una fase nuova, in cui l’uso dell’intelligenza artificiale (IA) non è più un tema opzionale, ma un elemento che incide direttamente sulla qualità dell’offerta formativa, sull’organizzazione dei processi e sulla responsabilità istituzionale.
La trasformazione digitale della scuola e l’ingresso dell’intelligenza artificiale nei processi educativi e amministrativi richiedono un approccio sistemico, programmato e trasparente. Le Linee guida MIM 2025 stabiliscono che ogni istituzione scolastica debba dotarsi di un Piano d’Istituto per l’IA, integrato nel PTOF e configurato come strumento di governance, pianificazione e monitoraggio dell’innovazione tecnologica.
Il presente Piano risponde a tale indicazione, collocando l’IA all’interno della progettualità triennale dell’istituto e definendo una visione che unisce principi educativi, responsabilità etica e sostenibilità organizzativa. La scuola riconosce che l’IA è già parte della quotidianità degli studenti, dei docenti e del personale amministrativo, ed è pertanto necessario guidarne l’utilizzo attraverso criteri di sicurezza, responsabilità, trasparenza e tutela dei diritti fondamentali.
2. Fonti di riferimento e quadro normativo
Il Piano si è ispirato alle fonti e al quadro normativo di seguito riportato:
- Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act) sull’uso dell’IA, con particolare attenzione al modello basato sul rischio, al divieto di alcune pratiche ad impatto inaccettabile e alle regole sui sistemi ad alto rischio nei contesti educativi.
- Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR) e Codice Privacy, in materia di protezione dei dati personali.
- Linee guida europee ed italiane sull’uso etico dell’IA in educazione, in particolare gli Orientamenti etici per gli educatori sull’uso dell’IA e dei dati nell’insegnamento e nell’apprendimento.
- Linee guida e note del MIM su IA, competenze digitali e innovazione didattica, integrate dagli orientamenti sulla transizione digitale (DM 66/2023) e dalle iniziative PNRR.
- Strategia italiana per l’Intelligenza Artificiale 2024–2026 e Piano Triennale per l’Informatica nella PA 2024–2026, con specifico riferimento al ruolo delle PA nella governance dell’IA e alle azioni previste per la scuola.
- Linee guida AgID sull’adozione dell’IA nella Pubblica Amministrazione (Determinazione 17/2025), in particolare per quanto riguarda la valutazione del livello di maturità, la gestione del rischio, la governance e il codice etico.
3. Processo di elaborazione del Piano
Il Piano è il risultato di un percorso di co-progettazione che coinvolge i soggetti indicati nella successiva sezione che fa riferimento alla governance.
Il processo si articola nelle seguenti fasi:
- l’atto di indirizzo del Dirigente scolastico, che individua finalità, priorità, principi ispiratori e team di lavoro;
- l’analisi preliminare, da parte del Gruppo di Lavoro sull’IA (GLIA), del contesto, delle risorse disponibili e del grado di maturità digitale e IA dell’istituto;
- la redazione del presente piano di adozione dell’IA nel contesto scolastico;
- la discussione e l’approvazione da parte del Collegio dei docenti, seguita, ove necessario, dalla deliberazione del Consiglio d’Istituto;
- l’integrazione del Piano nel PTOF e nei documenti di pianificazione;
La presente versione costituisce il testo di prima approvazione destinato ad essere monitorato e aggiornato in occasione dell’inizio del prossimo anno scolastico anche alla luce delle esperienze che verranno maturate i prossimi mesi.
4. Visione culturale ed educativa
La scuola colloca l’intelligenza artificiale al servizio della persona, della comunità educante e dei valori costituzionali. L’innovazione è considerata uno strumento, non un fine, e contribuisce al miglioramento
della qualità dell’apprendimento, allo sviluppo dell’inclusione, alla prevenzione della dispersione scolastica, alla personalizzazione dei percorsi e alla crescita delle competenze digitali.
L’istituto assume l’IA come leva per promuovere una scuola:
- centrata sulla persona, in cui le tecnologie rafforzano, e non indeboliscono, la dimensione relazionale e la cura educativa;
- inclusiva, capace di utilizzare l’IA per ridurre le disuguaglianze, sostenere gli studenti con bisogni educativi speciali, promuovere l’accessibilità dei contenuti, valorizzare i diversi stili di apprendimento;
- competente, in cui docenti, studenti e personale ATA sviluppano un uso critico, responsabile e consapevole delle tecnologie, diventando cittadini digitali maturi;
- responsabile, in cui la tutela dei dati personali e dei diritti dei minori è posta come vincolo non negoziabile, e la scelta degli strumenti avviene in base a criteri di sicurezza, affidabilità e trasparenza;
- innovativa, ma non “tecnologista”: l’IA viene valutata in funzione del valore pedagogico e organizzativo che apporta, evitando un uso meramente strumentale o di moda.
Questi principi guidano tutte le sezioni del Piano, dal disegno della governance alla definizione delle azioni didattiche e amministrative.
5. Principi etici, giuridici e pedagogici
Il Piano si fonda su principi chiari:
- La centralità dell’essere umano comporta che l’IA non possa prendere decisioni autonome che incidano su valutazione, orientamento, inclusione o progressione scolastica.
- La tutela dei dati personali richiede conformità al GDPR e all’AI Act, coinvolgimento del DPO e rispetto delle informative rivolte a famiglie e studenti.
- La trasparenza implica che studenti e docenti dichiarino l’uso dell’IA nei processi di apprendimento o nella produzione dei materiali.
- L’equità digitale guida le scelte dell’istituto affinché nessuno sia escluso per motivi economici, culturali o sociali.
- La sorveglianza è esclusa: l’istituto vieta sistemi di IA che deducano emozioni, che profilino studenti o che attuino monitoraggi costanti di studenti o dipendenti, come previsto dall’articolo 5 dell’AI Act.
6. Ambiti di impiego dell’IA
L’introduzione dell’intelligenza artificiale in una istituzione scolastica deve essere valutata in una prospettiva unitaria che tenga insieme, fin dall’inizio, l’ambito didattico e quello organizzativo–amministrativo.
La scuola, infatti, è un sistema nel quale le scelte tecnologiche incidono contemporaneamente sulla qualità dell’insegnamento, sulla gestione dei processi interni, sulla tutela dei dati personali, sulla percezione di fiducia da parte delle famiglie e sulla stessa immagine dell’istituto.
Il Piano d’Istituto per l’IA è chiamato quindi a definire, in modo esplicito, dove, come e con quali limiti gli strumenti di IA possano essere impiegati nelle attività di aula e nei servizi di segreteria, adottando il modello di valutazione del rischio previsto dall’AI Act e precludendo le pratiche considerate inaccettabili (in particolare sistemi di riconoscimento delle emozioni, di sorveglianza occulta o di scoring automatizzato di studenti o dipendenti).
La valutazione degli ambiti di impiego non è solo tecnica, ma anche pedagogica, etica e giuridica, e deve essere condotta congiuntamente dal Dirigente scolastico, dal gruppo di lavoro su digitalizzazione e IA (GLIA) dal DPO e da eventuali altri esperti, in modo da assicurare coerenza complessiva con il PTOF, con i regolamenti interni e con il quadro normativo vigente.
7. Ambito didattico
Nell’ambito didattico l’intelligenza artificiale deve essere utilizzata esclusivamente come strumento di supporto al lavoro professionale dei docenti, i quali rimangono in ogni caso i protagonisti insostituibili della progettazione, della relazione educativa e della valutazione.
I docenti, attraverso il GLIA, valutano l’utilizzo dell’IA per la progettazione di percorsi di apprendimento differenziati, per la predisposizione di materiali calibrati sui diversi livelli di partenza e sui differenti stili cognitivi, per la creazione di compiti autentici, simulazioni e situazioni–problema, per la costruzione di rubriche valutative e, più in generale, per la produzione di risorse da sottoporre sempre al vaglio critico dell’insegnante.
Per compiti autentici si intendono attività che chiedono agli studenti di utilizzare conoscenze e abilità in situazioni dotate di senso anche al di fuori dell’aula, personali o sociali, che abbiano uno scopo riconoscibile, richiedano l’integrazione di più competenze e si concretino in prodotti o prestazioni osservabili, valutabili sulla base di criteri espliciti. In questo contesto gli strumenti IA possono essere usati dagli studenti per scrivere una mail argomentata a un destinatario reale o verosimile, progettare un itinerario di viaggio con vincoli di budget, analizzare dati per prendere una decisione, preparare un volantino informativo su un tema di educazione civica. In questo contesto l’IA può aiutare il docente a generare scenari, dati, contesti, ruoli o varianti di una stessa consegna, ma la scelta di ciò che è “autentico” per quella classe, la definizione dei criteri di valutazione e il giudizio finale restano saldamente nelle mani dell’insegnante.
Un ulteriore campo di impiego riguarda la personalizzazione degli apprendimenti: appropriati strumenti di IA possono aiutare a proporre esercizi graduati, spiegazioni alternative, strategie di studio differenziate, percorsi di recupero o potenziamento, nel rispetto degli obiettivi disciplinari e trasversali definiti dal Collegio.
Particolare attenzione è posta all’inclusione: l’uso di funzioni di sintesi vocale, trascrizione, traduzione, semplificazione del testo o adattamento dei contenuti consente di migliorare l’accessibilità per studenti con disabilità, DSA o altri bisogni educativi speciali.
Parallelamente, l’istituto assume l’educazione all’IA come parte dell’educazione civica digitale, accompagnando gli alunni a comprendere limiti, rischi, bias e potenzialità di questi strumenti e a distinguere il loro impiego lecito dal plagio o dalla delega acritica. In ogni caso, la valutazione degli apprendimenti, le decisioni di passaggio, gli interventi personalizzati e le scelte metodologiche rimangono nella piena responsabilità del docente.
8. Ambito amministrativo
Nell’ambito amministrativo l’istituto considera l’IA come leva per la semplificazione dei processi, il miglioramento dell’efficienza e la riduzione dei carichi ripetitivi che gravano sulla segreteria e sulla dirigenza, sempre nel rispetto delle Linee guida AgID e della normativa in materia di protezione dei dati.
Verrà innanzitutto valutato l’impiego di sistemi in grado di supportare la classificazione e l’archiviazione dei documenti, la redazione di bozze di circolari, avvisi e comunicazioni alle famiglie, la ricerca di riferimenti normativi e la ricostruzione di precedenti deliberativi, fermo restando che ogni atto formale è validato da personale competente.
In una fase successiva e con particolare cautela, l’istituto potrà prendere in considerazione l’uso di strumenti di analisi di dati aggregati relativi, ad esempio, ad assenze, esiti e flussi di iscrizione, al solo fine di orientare azioni di miglioramento e di prevenzione della dispersione scolastica, garantendo anonimizzazione o pseudonimizzazione dei dati e una lettura esclusivamente umana dei risultati.
Sono invece esclusi sistemi che operino controlli occulti su studenti o personale, che generino profili comportamentali a fini disciplinari, o che assumano decisioni in modo autonomo su procedimenti amministrativi che incidono su diritti soggettivi.
In tal modo l’IA amministrativa sostiene, ma non sostituisce, la responsabilità del Dirigente, del DSGA e degli uffici, contribuendo a liberare tempo e risorse da destinare maggiormente alla qualità del servizio educativo.
9. Analisi dei rischi e conformità al quadro normativo
L’adozione degli strumenti di intelligenza artificiale all’interno dell’istituto avviene alla luce di una preventiva valutazione dei rischi, intesi non solo in senso tecnologico, ma anche etico, pedagogico, giuridico e organizzativo. Il Piano IA si fonda esplicitamente sull’approccio risk based che ispira tanto il Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) quanto l’AI Act: ogni scelta relativa agli strumenti e ai casi d’uso ammessi viene ponderata in base al possibile impatto sui diritti e sulle libertà delle persone coinvolte, sulla qualità dei processi educativi, sulla sicurezza dei dati e sugli equilibri organizzativi della scuola.
Alla luce di questo impianto e nel rispetto del principio di precauzione, l’istituto stabilisce che, in questa fase iniziale di adozione, sono consentiti esclusivamente casi d’uso classificabili a rischio minimo o nullo.
Ciò significa, in particolare, che non è ammesso l’utilizzo di strumenti di IA per il trattamento di dati personali riferiti ad alunni, dipendenti o a qualunque altra persona fisica, né in ambito didattico né in ambito amministrativo. L’IA potrà quindi essere impiegata solo in contesti che non comportino l’inserimento, l’elaborazione o la memorizzazione di informazioni personali, ad esempio per la produzione di materiali generici, la simulazione di scenari, la generazione di tracce o di contenuti non riconducibili a soggetti identificati o identificabili.
Questo approccio precauzionale, oltre a tutelare in modo rigoroso la comunità scolastica, ha il vantaggio di semplificare le procedure di adozione degli strumenti di IA. In assenza di trattamenti di dati personali e di casi d’uso ad alto rischio, non si rende necessario, in questa fase, ricorrere a valutazioni d’impatto approfondite (DPIA) o, per i casi più critici, a valutazioni d’impatto sui diritti fondamentali (FRIA). La scuola può così maturare esperienza concreta sull’uso di tali tecnologie senza esporre studenti e personale a rischi effettivi, concentrandosi sulla costruzione di una cultura organizzativa e professionale dell’IA e sulla messa a punto di procedure interne chiare e condivise.
Parallelamente, questo periodo di adozione “protetta” offre al personale scolastico il tempo necessario per completare i percorsi di formazione che la normativa impone a tutti coloro che utilizzano strumenti di IA (AI literacy). La comprensione dei rischi, delle responsabilità e dei vincoli normativi connessi all’uso dell’intelligenza artificiale, soprattutto in presenza di potenziali trattamenti di dati personali, è infatti requisito indispensabile prima di poter ipotizzare, in una fase successiva, l’apertura controllata a casi d’uso più avanzati e l’eventuale utilizzo di sistemi che implichino la gestione di dati riferiti a persone fisiche. In tal modo, la scuola coniuga il dovere di innovare con quello di tutelare, collocando la conformità al quadro normativo e la salvaguardia dei diritti al centro del proprio percorso di adozione dell’IA.
10. Uso dell’IA da parte degli studenti
L’uso degli strumenti di intelligenza artificiale da parte degli studenti è disciplinato, in questa fase iniziale di adozione, da un approccio rigorosamente precauzionale, coerente con il modello risk based del GDPR e dell’AI Act e con le scelte operate dall’istituto in materia di analisi dei rischi esposte nel paragrafo precedente. In particolare, la scuola stabilisce che agli alunni non è consentito l’uso autonomo e personale di applicazioni di IA messe a disposizione dall’istituto. Ciò significa che gli studenti non possono accedere direttamente ai sistemi di IA con proprie credenziali né utilizzarli in modo non supervisionato per lo svolgimento di compiti, ricerche o altre attività scolastiche, anche quando tali strumenti non trattino dati personali.
In questa fase, l’intelligenza artificiale può essere presentata agli studenti come oggetto di studio e di riflessione critica, non come strumento operativo loro affidato. I docenti possono illustrare le caratteristiche generali dell’IA, le sue potenzialità e i suoi limiti, i rischi connessi all’uso improprio, e possono svolgere dimostrazioni in classe accedendo agli strumenti con le proprie credenziali istituzionali, in contesti controllati e su casi d’uso preventivamente autorizzati dal GLIA. In tali attività gli studenti osservano il funzionamento dei sistemi, partecipano alla discussione e vengono guidati a sviluppare consapevolezza e spirito critico, ma non interagiscono direttamente in modo autonomo con le applicazioni.
Il Gruppo di Lavoro per la digitalizzazione e l’IA potrà, nel tempo, valutare l’attivazione di progetti pilota circoscritti, condotti da docenti con particolare esperienza e motivazione, che prevedano anche un uso operativo degli strumenti da parte degli alunni all’interno della propria classe. Anche in tali progetti, tuttavia, dovranno essere rispettate alcune condizioni inderogabili: i casi d’uso dovranno essere classificabili a rischio nullo, con divieto assoluto di trattamento di dati personali; le finalità didattiche, le regole di utilizzo e le modalità di supervisione dovranno essere definite in modo chiaro e comunicate a studenti e famiglie; il rispetto di tali regole dovrà essere rigorosamente garantito e monitorato. In questo modo la scuola introduce gradualmente l’IA nelle esperienze degli studenti, proteggendoli da rischi concreti e creando al tempo stesso le condizioni per una alfabetizzazione critica e responsabile alle tecnologie di nuova generazione.
11. Ruolo del Dirigente scolastico e atto di indirizzo
Il Dirigente scolastico assume, in relazione all’introduzione dell’intelligenza artificiale, un ruolo di regia strategica che va oltre la mera gestione amministrativa e si configura come leadership pedagogica e innovativa.
In coerenza con le Linee guida MIM 2025, il processo prende avvio dall’atto di indirizzo del Dirigente, che esplicita le finalità educative dell’adozione dell’IA, ne definisce i principi etici e giuridici di riferimento (centralità della persona, tutela dei minori, protezione dei dati personali, equità e trasparenza), individua le priorità di intervento sia in ambito didattico sia in ambito organizzativo-amministrativo, nomina il referente per l’IA e istituisce o conferma il gruppo di lavoro per la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale, fissando una timeline di massima con traguardi intermedi e momenti di verifica.
Attraverso l’atto di indirizzo il Dirigente raccorda il Piano IA con il PTOF, orienta il Collegio dei docenti nelle scelte metodologiche e formative, informa il Consiglio di Istituto sugli impatti organizzativi e di utilizzo delle risorse, garantisce il coinvolgimento del DPO e degli altri soggetti rilevanti e assume la responsabilità complessiva della coerenza del Piano con il quadro normativo e con la missione educativa dell’istituto, assicurando al tempo stesso documentazione e tracciabilità delle decisioni ai fini dell’accountability.
12. Governance e team di progetto
La governance dell’intelligenza artificiale all’interno dell’istituto si fonda su un modello collegiale e integrato, che supera la tradizionale separazione tra area didattica e area amministrativa e valorizza il contributo di tutte le componenti della comunità scolastica. In questo quadro il Dirigente scolastico garantisce l’unità di indirizzo e coordina il processo, ma non agisce in modo isolato: si avvale di un team di progetto espressamente dedicato (GLIA) che opera come luogo stabile di analisi, proposta e accompagnamento delle azioni previste dal Piano IA.
Il team di progetto per la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale è costituito da docenti individuati dal Collegio, dal Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi, da rappresentanti del personale ATA, dal referente per l’IA nominato dal Dirigente e dal Responsabile della protezione dei dati, almeno per le fasi in cui emergono profili privacy più rilevanti. A seconda dei progetti avviati, il gruppo può essere esteso ad altre figure interne, quali referenti per l’inclusione, per l’orientamento o per la valutazione. Grande rilievo può avere anche la figura di un referente esterno che fornisca le competenze necessarie per governare l’introduzione dell’IA nel contesto scolastico che non sono presenti all’interno dell’istituto (vedere punto successivo).
Questo assetto consente al team di progetto di svolgere funzioni diverse ma tra loro connesse:
- supporta il Dirigente nella lettura del contesto e nella definizione delle priorità
- formula proposte operative da sottoporre agli organi collegiali
- cura la coerenza tra i casi d’uso dell’IA e il PTOF
- predispone strumenti comuni (schede di valutazione del rischio, protocolli interni, linee guida per docenti e uffici)
- promuove e monitora le sperimentazioni
- accoglie evidenze utili al miglioramento e predispone una rendicontazione periodica degli esiti.
In questo modo la governance dell’IA non rimane un enunciato astratto, ma si traduce in una struttura organizzativa riconoscibile, dotata di responsabilità definite e capace di garantire continuità, trasparenza e responsabilità nelle scelte dell’istituto.
13. Ruolo DPO e consulenti esterni
Per condurre in modo corretto e responsabile il complesso processo di adozione dell’intelligenza artificiale nel contesto scolastico sono necessarie competenze specialistiche di natura giuridica, tecnologica e organizzativa, che normalmente non sono presenti, in forma strutturata, all’interno delle istituzioni scolastiche:
- Sul piano giuridico occorre saper interpretare e raccordare il Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act), il GDPR, le Linee guida AgID e le disposizioni nazionali, valutando anche gli effetti dei rapporti contrattuali con i fornitori;
- Sul piano tecnologico è indispensabile poter valutare in modo critico la conformità, la sicurezza e l’affidabilità degli strumenti di IA proposti;
- Sul piano organizzativo è necessario progettare governance, policy, ruoli, strategie, flussi e documentazione coerenti con il quadro normativo e con la realtà operativa della scuola.
Sono queste competenze evolute che l’istituto si impegna a reperire in figure di esperti esterni dotati di adeguata preparazione ed esperienza specifica.
In questa prospettiva, la figura di riferimento è anzitutto il Responsabile della protezione dei dati (DPO/RPD), già nominato dall’istituzione scolastica ai sensi del GDPR, che, nell’ambito dell’incarico ricevuto, è tenuto a vigilare sul rispetto della normativa in materia di protezione dei dati personali e deve essere sistematicamente consultato ogni qual volta si debba condurre una valutazione dei rischi associati all’uso dell’IA.
Accanto al DPO, sempre presente, possono essere coinvolte ulteriori figure esterne di supporto, in grado di apportare competenze specifiche sugli aspetti tecnologici dell’IA, sulla sicurezza informatica, sulla progettazione organizzativa e sulla dimensione etico–pedagogica dell’innovazione, così da affrontare il tema non solo dal punto di vista del trattamento dei dati, ma anche in rapporto agli altri profili critici che l’adozione dell’IA comporta.
Il referente esterno, che può coincidere con il DPO o affiancarlo in team con altri specialisti, fornisce un supporto operativo e decisionale continuativo:
- aiuta il Dirigente scolastico ed il GLIA a definire il piano di adozione, le priorità, le policy e i modelli organizzativi;
- assiste i referenti interni con momenti di formazione mirata e con una supervisione metodologica sulle sperimentazioni;
- contribuisce alla redazione o alla revisione di regolamenti, informative, istruzioni operative e, quando necessario, delle valutazioni d’impatto.
In questo senso il consulente esterno rappresenta una vera e propria figura abilitante, che colma il divario tra la complessità normativa e organizzativa dell’IA e le risorse interne disponibili, affiancando – e non sostituendo – il Dirigente scolastico, il GLIA e i docenti nella costruzione di un percorso di adozione consapevole, efficace e conforme.
14. Formazione all’uso dell’IA (AI literacy)
L’AI literacy, intesa come insieme delle conoscenze, delle abilità e degli atteggiamenti necessari per comprendere, utilizzare e valutare criticamente i sistemi di intelligenza artificiale, costituisce uno dei pilastri del presente Piano ed è condizione indispensabile per qualsiasi ulteriore sviluppo dell’adozione dell’IA nella scuola.
In coerenza con gli orientamenti europei ed internazionali sull’uso dell’IA e dei dati in educazione, l’istituto riconosce che non è possibile chiedere a docenti, personale ATA e studenti un uso responsabile di tali tecnologie senza aver prima costruito una solida base di consapevolezza.
La formazione all’IA riguarda, per il personale, almeno tre dimensioni:
- la comprensione di base del funzionamento dei sistemi (tipologie di IA, logica dei modelli generativi, limiti e allucinazioni, ruolo dei dati e dei prompt),
- la conoscenza dei profili giuridici ed etici (AI Act, GDPR, principi di trasparenza, non discriminazione, tutela dei minori e della privacy)
- la capacità di inserirne l’uso in un quadro didattico o organizzativo coerente con il PTOF e con le scelte di governance dell’istituto.
Per gli studenti l’AI literacy si configura come parte strutturale dell’educazione civica digitale e dell’orientamento verso il mondo del lavoro e dell’istruzione terziaria. I percorsi formativi mirano a far comprendere che cosa siano i sistemi di IA e i modelli generativi, quali logiche probabilistiche li governino, quale sia il ruolo dei dati di addestramento, quali rischi derivino da bias, allucinazioni, opacità algoritmica e dipendenza acritica dallo strumento. Vengono approfonditi anche gli impatti sociali, economici e professionali dell’IA, le implicazioni in termini di diritti, sorveglianza, manipolazione e disinformazione, nonché la distinzione fra uso lecito a supporto dello studio e comportamenti scorretti quali il plagio, la sostituzione integrale del proprio lavoro, la produzione di contenuti ingannevoli.
15. Piano per la formazione
Il piano per l’adozione dell’IA attribuisce una priorità alla formazione del personale scolastico per il quale, nel corso dell’anno, verranno organizzati specifici percorsi formativi.
Per i docenti tale attività formativa sarà orientata alla comprensione del funzionamento di base dei sistemi di IA, dei rischi connessi e delle scelte precauzionali adottate dalla scuola, nonché alla loro possibile integrazione nelle pratiche di progettazione e di aula nel rispetto della centralità del ruolo docente.
Per il personale ATA gli interventi saranno invece focalizzati sull’impiego dell’IA a supporto dei processi di segreteria, sulla gestione sicura dei dati, sui rapporti con i fornitori e sulle ricadute organizzative delle soluzioni digitali.
Considerato il numero elevato di destinatari dell’attività di formazione questa potrà essere svolta anche per mezzo di materiale testuale, multimediale e webinar da fruire autonomamente in modalità asincrona. In questo modo la scuola mira, prima di tutto, a dotarsi di un nucleo interno di competenze consapevoli, capace di orientare le decisioni e di gestire in modo critico le tecnologie introdotte.
Solo in una fase successiva, e una volta consolidata una base minima di competenza interna, il Piano prevede l’attivazione sistematica di attività di AI literacy rivolte agli studenti. Tali attività saranno progettate e condotte in primo luogo dai docenti, attraverso unità di apprendimento interdisciplinari o moduli specifici di educazione civica digitale, nei quali l’IA venga trattata come oggetto di comprensione critica e di discussione, più che come strumento operativo di uso autonomo.
In funzione dei bisogni formativi emersi e delle opportunità offerte dal territorio, l’istituto potrà inoltre coinvolgere soggetti esterni qualificati – quali università, enti di ricerca, associazioni o professionisti – per organizzare seminari, incontri tematici o laboratori dimostrativi destinati al personale o agli studenti.
16. Coinvolgimento delle famiglie e della comunità educante
L’adozione dell’intelligenza artificiale nella scuola richiede un patto di fiducia consapevole con le famiglie e, più in generale, con l’intera comunità educante. Il presente Piano assume il coinvolgimento dei genitori e degli studenti come componente strutturale della governance dell’IA, superando una logica puramente informativa e promuovendo, per quanto possibile, forme di partecipazione attiva e di confronto. In coerenza con il principio di trasparenza, l’istituto si impegna a rendere sempre chiaro che cosa si intende per uso di IA a scuola, quali siano i casi d’uso ammessi, quali limiti siano stati posti (in particolare il divieto, in questa fase, di trattare dati personali tramite strumenti di IA e di consentire un uso autonomo delle applicazioni da parte degli studenti) e quali obiettivi formativi si vogliano perseguire.
Le famiglie vengono informate tramite comunicazioni dedicate, pubblicate sul sito web d’istituto e veicolate attraverso i consueti canali (registro elettronico, circolari, assemblee), in cui sono illustrati in modo comprensibile i contenuti essenziali del Piano IA, le scelte precauzionali adottate, le eventuali attività di AI literacy rivolte agli studenti e le garanzie poste a tutela dei loro diritti e della loro privacy. Il Consiglio di Istituto, che rappresenta la sede formale di partecipazione delle componenti genitori e studenti, è coinvolto nelle fasi di approvazione e aggiornamento del Piano per la parte di propria competenza, discutendo le ricadute organizzative, le eventuali integrazioni regolamentari e l’impatto delle iniziative sull’offerta formativa complessiva. I rappresentanti dei genitori e degli studenti possono inoltre essere ascoltati dal Gruppo di lavoro per la digitalizzazione e l’IA ogni qual volta si ritenga utile acquisire osservazioni, proposte o criticità emerse nella vita quotidiana della scuola.
Per mantenere vivo questo dialogo, l’istituto potrà organizzare momenti di approfondimento rivolti alle famiglie (incontri informativi, serate tematiche, questionari di percezione), anche avvalendosi di esperti esterni, con l’obiettivo di condividere linguaggi, dissolvere timori, far emergere preoccupazioni reali e co- costruire un approccio all’IA coerente con i valori educativi condivisi. A seconda del contesto, saranno inoltre ricercate forme di collaborazione con gli enti locali, le università, le associazioni del territorio e le reti di scuole, così da inserire l’esperienza dell’istituto in un ecosistema più ampio di riflessione e di buone pratiche. In questo quadro il coinvolgimento delle famiglie e della comunità educante è un presidio essenziale di legittimazione e di qualità del processo: una scuola che sceglie di introdurre l’IA in modo cauto, trasparente e partecipato rende più forte il proprio ruolo educativo e rafforza la fiducia reciproca che sostiene ogni progetto formativo.
17. Monitoraggio, valutazione e aggiornamento
Il Piano d’Istituto per l’Intelligenza Artificiale non è un documento statico, ma uno strumento dinamico che viene costantemente verificato e, se necessario, ricalibrato alla luce dell’esperienza e dell’evoluzione normativa e tecnologica. Il monitoraggio delle azioni previste è affidato in primo luogo al Dirigente scolastico e al Gruppo di lavoro per la digitalizzazione e l’IA, che seguono l’andamento delle attività pianificate, raccolgono le osservazioni del personale coinvolto, verificano il rispetto delle regole precauzionali fissate e tengono traccia delle ricadute organizzative e didattiche.
Nel corso dell’anno vengono organizzati momenti di verifica interna, anche in sede di Collegio dei docenti o di staff di direzione, nei quali si analizzano i risultati delle sperimentazioni, le difficoltà incontrate, le esigenze formative emerse e l’effettiva coerenza tra quanto previsto dal Piano e quanto realizzato nella pratica quotidiana. Il GLIA redige, a cadenza almeno annuale, una relazione sintetica che documenta lo stato di attuazione, i casi d’uso effettivamente attivati, il livello di partecipazione del personale, le eventuali criticità rilevate e le proposte di miglioramento. Tale relazione è condivisa con il Dirigente scolastico e presentata agli organi collegiali, così da garantire trasparenza e corresponsabilità nelle decisioni.
Sulla base di questo lavoro di monitoraggio, l’istituto procede alla valutazione complessiva del Piano e, se del caso, al suo aggiornamento. Il principio di precauzione e l’approccio risk based rimangono i criteri ordinatori: eventuali ipotesi di ampliamento dei casi d’uso o di passaggio a scenari più avanzati (ad esempio progetti pilota che prevedano un più diretto coinvolgimento operativo degli studenti o l’uso di strumenti che, in futuro, dovessero trattare dati personali) sono prese in considerazione solo dopo una nuova e accurata analisi dei rischi, il completamento dei percorsi formativi programmati e un confronto consapevole con il DPO e con i consulenti esterni. Ogni modifica sostanziale del Piano viene sottoposta al Collegio dei docenti e, per la parte di rispettiva competenza, al Consiglio di Istituto, e inserita nella documentazione ufficiale (PTOF e relativi allegati).
18. Approvazione e integrazione nel PTOF
Il presente Piano d’Istituto per l’Intelligenza Artificiale viene adottato quale documento di riferimento per la governance, l’uso e lo sviluppo dell’IA nella scuola. Esso è sottoposto innanzitutto al Collegio dei docenti, che ne discute i contenuti per la parte didattica e formativa e lo approva quale cornice entro cui collocare le scelte metodologiche, i casi d’uso ammessi e le attività di formazione rivolte al personale e agli studenti.
Successivamente il Piano è portato all’attenzione del Consiglio di Istituto, che lo esamina e lo approva per la parte di propria competenza, in particolare per quanto attiene agli aspetti organizzativi, all’utilizzo delle risorse, alle eventuali integrazioni regolamentari e alla coerenza con l’offerta formativa complessiva.
Una volta approvato dagli organi collegiali, il Piano IA è integrato nel PTOF in qualità di allegato organico e vincolante, cui si fa esplicito riferimento nelle sezioni dedicate alla visione strategica, alla digitalizzazione, alla formazione e all’educazione civica digitale. Eventuali aggiornamenti significativi del Piano, derivanti dal monitoraggio annuale, dall’evoluzione del quadro normativo o dal maturare di nuove esperienze, sono deliberati con le medesime modalità e resi pubblici attraverso il sito istituzionale, così da garantire piena trasparenza e accessibilità alla comunità scolastica e alle famiglie. In questo modo l’adozione del Piano diventa parte integrante della progettazione triennale dell’istituto, contribuendo a dare continuità, coerenza e legittimazione al percorso di introduzione responsabile dell’intelligenza artificiale nella vita della scuola.
